Assassinate la zitella

In seguito alla scomparsa dell’anziana e facoltosa zia Sara, le sue quattro uniche nipoti — Gloria, Rita, Jessica e l’ingenua Giorgetta — si riuniscono nella villa di famiglia per la lettura del testamento. Il documento contiene una clausola inaspettata: l’intera fortuna spetterà esclusivamente alla nipote che risulterà essere “nubile” al momento del decesso. Poiché Giorgetta, donna devota e dedita alla beneficenza, è l’unica a non essersi mai sposata, diventa istantaneamente l’unica erede di un patrimonio immenso.

Accecate dall’avidità e dalla disperazione, le altre tre cugine decidono di eliminarla. Inizia così una sequenza di maldestri tentativi di omicidio: si parte dal tè al cianuro preparato da Rita che, per un tragico errore, viene bevuto dal fedele maggiordomo William, il quale muore sul colpo. Segue il tentativo di far imbizzarrire il cavallo di Giorgetta somministrandogli una mistura piccantissima di paprika e peperoncino e, fallito anche questo, il piano di infilare scorpioni velenosi tra le lenzuola della cugina.

Nonostante le trame oscure, Giorgetta la scampa sempre. Come ultima spiaggia, le complottiste ingaggiano un sicario: Jo il Marsigliese. Tuttavia, tra scambi di persona e grotteschi equivoci, il killer finirà per eliminare erroneamente proprio le tre cugine, lasciando la “zitella” come unica e radiosa sopravvissuta dell’intera vicenda.

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