Testi Teatrali

  • Il fantasma del sette

    Il facoltoso Signorino Settimo abita con la madre, la Contessa Leonarda, in un castello isolato tra le brume della brughiera. Legato a un ‘ inviolabile tradizione di famiglia, Settimo è alla ricerca di una sposa onesta che rispetti un requisito tassativo: essere nata il 7 luglio. Alla chiamata rispondono solo due candidate: la spietata e calcolatrice Katrina e la virtuosa Giovanna.

    Il giorno delle nozze il 7 luglio,  tuttavia, un complotto ordito da Katrina e dal suo complice  Tito mette fuori gioco il sacerdote, stordito con un’ingente dose di cloroformio. Con la mezzanotte che incombe, la Contessa invoca lo spirito dell’antenata Penelope; attraverso un messaggio dall’oltretomba, l’entità suggerisce di rintracciare immediatamente un nuovo officiante . Katrina ne approfitta per far infiltrare Tito sotto mentite spoglie: il finto prete, al momento della cerimonia, si , rifiuta di celebrare l’unione a meno che Settimo non sposi Katrina.

    Mentre l’inganno si consuma, il castello è teatro di bizzarri imprevisti: il timido e maldestro cameriere Morando, costretto a vestirsi da donna dalla follia della Contessa — la quale non tollera altri uomini tra le mura oltre al figlio — si ritrova coinvolto in una serie di esilaranti equivoci con la cameriera. Quando tutto sembra perduto, la giustizia trionferà per la buona Giovanna grazie al fatidico intervento del fantasma di Penelope, che puntualmente, ogni sette luglio, torna dall’aldilà per vegliare sulle sorti della stirpe.

  • Cara valigia

    Di ritorno dalla stazione, Agata si accorge che la valigia della sorella Filippa è stata scambiata con una identica. Prima di restituirla, sua figlia Giulia la convince a controllarne il contenuto: all’interno scoprono una fortuna in banconote. Schiacciate dai debiti causati da Oscar — marito di Giulia e artista fallito allergico al lavoro — e dal desiderio di garantire una vita di lussi alla viziata Debora, le due donne decidono di tenere segretamente il malloppo.

    Ignorano, però, che il bottino appartiene a tre criminali pronti a tutto. Infatti i  malviventi riescono a rintracciare la valigia  e tentano di recuperarla con uno stratagemma: fingendosi operai del gas, ordinano l’evacuazione immediata dell’appartamento per una finta fuga tossica. Ma i loro piani si scontreranno con un imprevisto: la trama della telenovela che Debora segue ossessivamente in TV finirà per confondere i banditi, innescando un rocambolesco susseguirsi di equivoci e situazioni esilaranti.

  • Una cascata di sorelle

    Nel Convento di Santa Brigida, le orfanelle Irene e Carolina preparano con cura i bauli di vettovaglie destinati alla missione brasiliana “Cascate Iguazù”. Ad aiutarle c’è Agostino, il tuttofare del convento, la cui vista è però offuscata da una forte miopia e da un amore eccessivo per il vino. Tra un bicchiere e l’altro, Agostino sigilla i bauli senza accorgersi che, insieme agli indumenti, vi sono finite dentro – svenute – ben tre suore!

    Come se non bastasse, il convento è scosso da una notizia bomba , che solo le orfanelle conoscono:  la novizia Bianca sarebbe incinta. In realtà, si tratta di un grottesco scambio di provette in laboratorio: le analisi appartengono a una mucca omonima. Nel caos generale si inserisce Cacciocca, un evaso che si traveste da suora per sfuggire alle guardie e si nasconde in un baule per raggiungere il Brasile. Ma l’incontro con l’innocenza delle orfanelle e il buon senso cristiano porteranno a un finale commovente, tra equivoci esilaranti e colpi di scena mozzafiato.

  • Assassinate la zitella

    In seguito alla scomparsa dell’anziana e facoltosa zia Sara, le sue quattro uniche nipoti — Gloria, Rita, Jessica e l’ingenua Giorgetta — si riuniscono nella villa di famiglia per la lettura del testamento. Il documento contiene una clausola inaspettata: l’intera fortuna spetterà esclusivamente alla nipote che risulterà essere “nubile” al momento del decesso. Poiché Giorgetta, donna devota e dedita alla beneficenza, è l’unica a non essersi mai sposata, diventa istantaneamente l’unica erede di un patrimonio immenso.

    Accecate dall’avidità e dalla disperazione, le altre tre cugine decidono di eliminarla. Inizia così una sequenza di maldestri tentativi di omicidio: si parte dal tè al cianuro preparato da Rita che, per un tragico errore, viene bevuto dal fedele maggiordomo William, il quale muore sul colpo. Segue il tentativo di far imbizzarrire il cavallo di Giorgetta somministrandogli una mistura piccantissima di paprika e peperoncino e, fallito anche questo, il piano di infilare scorpioni velenosi tra le lenzuola della cugina.

    Nonostante le trame oscure, Giorgetta la scampa sempre. Come ultima spiaggia, le complottiste ingaggiano un sicario: Jo il Marsigliese. Tuttavia, tra scambi di persona e grotteschi equivoci, il killer finirà per eliminare erroneamente proprio le tre cugine, lasciando la “zitella” come unica e radiosa sopravvissuta dell’intera vicenda.

  • Portami il vampiro

    All’ombra di un inquietante monumento al vampiro, nell’elegante villa di Lucia, il signor Isidoro è passato a miglior vita da poche ore. Ma per la vedova, la nipote Giuditta e lo scaltro Marcello non è tempo di lacrime: c’è da incassare una cospicua rendita vitalizia. Quando il funzionario Deferrandi si presenta per il pagamento, Marcello si traveste da defunto, dando il via a una truffa grottesca.

    Il piano vacilla quando la cameriera Olimpia, ignara di tutto, convoca il reverendo Lesly per l’estrema unzione. Per non farsi scoprire dal banchiere, Lucia è costretta a spacciare il morto per un vivo vegeto, ma la situazione degenera: la povera Olimpia, vedendo il padrone “risorgere” e “morire” a ripetizione tra un equivoco e l’altro, richiama il parroco. Quest’ultimo, ormai nel pallone, si convince che Isidoro sia tornato dall’aldilà dopo aver visto il Paradiso, gridando al miracolo divino.

    Come se non bastasse, piomba in villa Ramirez, un messicano assetato di vendetta che reclama i soldi per sé, salvo scoprire che con la dipartita del titolare la rendita è svanita per tutti. A dare il colpo di grazia arriva Jacula, prorompente pornostar tedesca ossessionata dal monumento al vampiro: saranno le sue pretese assurde a far crollare il castello di bugie in un finale esplosivo e paradossale.

  • Il disastro show

    Commedia in due atti di Gian Carlo Pardini

    Nello stabilimento di produzione “Cristalvideo” verrà trasmesso in diretta il talk show dal titolo “Sorpresissima”. Il regista è riuscito a ottenere la regia eliminando il suo rivale, tal Raffaello Pasanà, grazie al solo fatto di essere raccomandatissimo. Gli ospiti, una influencer conduttrice del programma, una valletta appoggiata da un illustre politico, un truccatore affetto da personalità multipla alla dottor Jekyll e di Mister Hyde e altri componenti dello staff sono pronti per il debutto ma un misterioso personaggio saboterà , prima e durante la diretta televisiva, lo spettacolo causando un vero e proprio disastro.

  • Purga  & Cioccolato!

    commedia in due atti di  Gian Carlo Pardini 

    Margot e Giorgio, attratti dalla prospettiva di un guadagno facile, accettano di collaborare con il controspionaggio in cambio di una grossa somma. La loro missione consiste nel  consegnare una scatola di cioccolatini a uno spietato killer  all’interno della  quale ve ne è uno contenente  un  microchip con informazioni militari top-secret per la costruzione di armi di distruzione di massa. 

    Ignara del pericolo, Margot commette un errore fatale: regala la scatola a sua zia. Quando Giorgio lo scopre, cade nel panico: se il chip non verrà consegnato, il controspionaggio lo ucciderà. Come se non bastasse, telefonano alla zia donna  golosa di cioccolato, e apprendono che   si è  già ingerita  l’intero contenuto della scatola.   

    Tragedia!! L’unica soluzione per recuperare il chip e salvare la pelle è far venire la zia a casa e somministrarle un potente purgante. Non avendo nessun purgante in preda all’agitazione, Margot chiama il servizio informazioni per farsi dare il numero di una farmacia aperta, ma nel bel mezzo del pianto e dei deliri di Giorgio, si lascia sfuggire: «Se va male, mi servirà un’impresa funebre!». 

    L’operatrice la prende in parola e le passa non quello di una farmacia ma di un’agenzia di pompe funebri. Margot, compone il numero  convinta di parlare con un  farmacista, e le scappa un disperato  « Io Vedova!  Vedova?!? Oh no.. 

    Il signor Carmagnoli, titolare dell’impresa funebre ed economicamente triste  per la mancanza di “clienti”, chiede  subito  l’indirizzo e si precipita a casa di Giorgio e Margot. Al suo arrivo, i due lo scambiano inizialmente per il killer venuto a reclamare il chip, dando il via a una serie di  equivoci, colpi di scena e situazioni paradossali. (compreso nel secondo atto l’arrivo del killer dove Giorgio per salvarsi la vita dovrà fingere di essere morto da poco)

  • La colpa è dell’acciuga

    (commedia distopica)

    Prima rappresentazione:  2008

    In una società distopica oppressiva, il Grande Presidente e i Verificatori controllano ogni cittadino. I giovani Giulio e Paola decidono di ribellarsi e tentano la fuga per consegnare un ciondolo con dati segreti a una spia, la quale veste i panni di un venditore di cioccolata. Tuttavia, a causa di un’allergia alle acciughe contenute in un panino, Giulio subisce un’amnesia parziale; confonde così il vero segno di riconoscimento — un fiocchetto sulla manica destra — con uno schiaffetto sulla natica destra. Il piano inevitabilmente fallisce, i due ragazzi vengono scoperti ed eliminati nell’indifferenza generale.
    La svolta arriva quando uno dei Verificatori, logorato a sua volta da un mondo che criminalizza sentimenti e libertà, decide di farsi corrompere dalla stessa spia, pronto a tutto pur di fuggire. Nel finale si consuma il paradosso: mentre il mondo ignora la loro fine, Giulio e Paola ottengono la vera libertà oltre i confini terreni, raggiungendo il Paradiso.